Libri

Dalla prefazione di Roberto Croce: «A dir poco rara è l’abilità di Mimmo nel divertire il lettore. Ed è la stessa che ha dimostrato in teatro, giacché questo romanzo, come i suoi fortunati precedenti, è il risultato della trasformazione di un copione in un libro. Non voglio svelare nulla della trama, la storia è davvero particolare dacché, e questo posso riferirlo in quanto lo ritroverete subito, in incipit, in una sua parte rilevante è ambientata nell’aldilà, un
aldilà assai singolare, gestito da personaggi bizzarri e adorabili. 
Mimmo ci regala una vicenda che racconta d’amore, – in primis l’amore che lega due sorelle – di invidie, di frustrazioni, di sofferenza e, fondamentale, del fatto che la vita ci offre sempre la possibilità di cogliere una seconda occasione.»

«La depressione è una bestia subdola e cattiva, difficilmente si riesce a capire fino in fondo ciò che significa.» Alice ha solo vent’anni quando sua madre muore di cancro in ospedale e si ritrova ad affrontare da sola un padre violento, anaffettivo, volgare e due sorelle che sorelle non sono state mai. L’amore che suo marito Ludovico le dimostra in ogni occasione non basta a colmare i vuoti, ad alleviare il dolore, a darle sicurezza. Alice precipita nell’abisso della depressione maggiore, un incubo da cui le sembra impossibile uscire. Ma rinascerà grazie a un valido sostegno terapeutico, alla sua forza, all’amore.

Dopo la catastrofe e il lungo esilio nel cosmo, gli uomini ritornano sulla Terra, di nuovo vivibile. Al rientro fa seguito un periodo di ricostruzione, di collaborazione, di pace. I conflitti sembrano scomparsi, come pure gli istinti negativi. A vegliare su tutto ci sono Fox l’Elaboratore e i Glifi, interpreti del benessere generale, eletti dal popolo. Ma poi accade qualcosa che mette in luce una realtà diversa. Come reagirà una società ideale e idilliaca dinanzi alla presa di coscienza delle sue imperfezioni? La capacità di viaggiare nel tempo, sviluppata da alcuni individui, sarà di aiuto o di ostacolo? Torneranno a volare le farfalle? Un romanzo ironico e profondo che pone domande antiche in una lingua nuova, a tratti del tutto inventata, ininterrottamente coinvolgente.

«Le voci dei turisti, il brusìo degli abitanti, gli schiamazzi dei ragazzini che correvano dietro a un pallone tirato a caso, gli accordi dei suonatori di strada, il grugare dei piccioni che a ogni movimento della folla saltellavano di qua e di là fino a spiccare il volo per poi poggiarsi sui cornicioni dei palazzi furono sommersi dal lamento delle sirene delle macchine della Polizia e dell’ambulanza che lacerarono l’aria e sospesero il tempo a piazza della Rotonda. Un’ombra aveva profanato quel luogo così sicuro, così controllato, così gremito di gente e di allegria.»

«Via della Lungara 29, la casa circondariale. La vedevo dal Gianicolo, avevo nove anni e già sognavo di finirci dentro. Non so perché. Forse solo per capire che succedeva oltre quelle mura, o forse per via di certi film americani che davano in televisione, col galeotto cazzuto vestito d’arancione che fa il duro ma poi, sorpresa, ha un’anima; o forse perché sentivo di dover espiare qualche colpa che non avevo idea d’aver commesso… tant’è. Non ricordo chi ha detto che bisogna stare attenti a quello che si desidera perché o prima o poi i desideri si avverano tutti. Il fatto è che troppo spesso quelli sbagliati si avverano nel momento giusto, e quelli giusti nel momento sbagliato.»

Nel momento in cui Giovanni Giannantonio ha incontrato la morte ha compreso che solo la vita esiste. Dalla sua esperienza ha imparato a trasformare il dolore in occasione, a rintracciare il giorno nella notte.
Arcobaleno, colori, felicità, amore, amicizia sono parole ricorrenti nella sua narrazione, e non potrebbe essere altrimenti. Sono l’esplosione di gioia di chi, grazie al buio, naviga senza soste in un’esistenza di luci.

È sbagliato pensare che l’amore vero sia quello che regala solo sorrisi, che non ferisce mai. Incontrarsi e stare insieme è facile, ma incontrarsi e combattere per stare insieme è difficile, perché l’amore a un certo punto può darti l’impressione che stia per spegnersi, ma se è quello vero si riaccende. Ci si guarda negli occhi ed è lì, ci si asciugano le lacrime ed è lì, è lì che ti prende per mano e ti indica la strada per ricostruire.»

Dalla prefazione di Sandro Papi: <<Un libro di formazione, un cammino iniziatico, affrontato a cinquant’anni e rotti. […] La storia narrata da Maria Cristina Francinelli è la storia di una trasformazione, della morte e della rinascita di Marta. Una storia molto seria dunque, ma raccontata con leggerezza e spontaneità, tra momenti di commozione e lampi improvvisi di ironia. Se esistere significa uscire fuori, nascere, questo libro è la storia della rinascita di Marta verso un nuovo modo di vivere la sua vita, più centrato sull’amore e sul rispetto per se stessa.>>

Primo classificato alla XIV edizione del Concorso letterario AlberoAndronico

Ad Annita, con due enne, piace essere definita vecchia, non anziana. È una donna generosa e attenta, che vive la sua vita in una penombra piena di solitudine e di assenze. Il romanzo racconta di occhi appannati, di memorie perdute, di vuoti indelebili, ma anche di amicizie e di affetti che non perdono vigore con l’avanzare dell’età. Il tempo che rimane è il tempo dei vecchi, pieno di ore, ma privo di futuro. Annita ribalta gli schemi restituendo a ogni istante la sua eternità.

“Nell’addio” è la storia di Edoardo, uno studente universitario appassionato di cinema, musica e filosofia che vive a Roma con la madre. Edoardo è gay, la sua famiglia non lo sa, e non ha mai avuto una relazione significativa, forse anche a causa delle sue paure legate al sesso. Una sera di settembre, su una chat di incontri, conosce Alessandro, un uomo più grande di lui. Questo incontro porterà Edoardo a prendere delle decisioni lasciate in sospeso da troppo tempo. “Nell’addio” è un romanzo di formazione in cui amore e amicizia, paure e speranze, scoperte e rivelazioni scandiscono la crescita del protagonista e le sue relazioni con tutti gli altri personaggi della storia.

Una passeggiata immaginaria in alcuni luoghi caratteristici della città, con notizie, commenti, aneddoti sugli artisti che negli ultimi cinquecento anni con la loro attività vi hanno lasciato tracce indelebili. Un viaggio nella creatività che invita all’incontro con le opere d’arte. Un ringraziamento speciale va alla Favero Health Projects, che ha contribuito alla realizzazione di questo volume.

Avvertenze: questo libro contiene un paese islamico raccontato con allegria, anziché i soliti astio e pregiudizio tanto di moda. C’è la storia di una donna che tenta di diventare madre senza lasciarsi piegare dalle difficoltà di relazione con l’uomo nell’una e nell’altra cultura, guidata nella sua incredibile avventura dalla voglia di conoscere, amare e trovare il lato divertente delle cose. Maneggiare con cura.

Flavio De Luca è uno scrittore che ha avuto successo grazie a una trilogia su un commissario di polizia. Ora vuole scrivere un romanzo “vero”, il suo romanzo, ma, nel momento in cui la vicenda ha inizio, è riuscito solo a descrivere minuziosamente quattro personaggi e a confinarli in quattro differenti taccuini, senza dar loro una storia. E i suoi quattro personaggi – inevitabilmente vivi, oramai – la vogliono, la loro storia, la esigono. Nel tempo, Flavio riuscirà a vedere le ragioni del suo blocco e a sciogliere il nodo. “Un nessun dove verissimo” è un romanzo sulla lettura. La lettura dei libri, intesi come messaggeri di domande, non di risposte. La lettura di noi stessi, vista come il coraggio di interrogarci fino in fondo. E la lettura delle persone: la consapevolezza che una crescita è possibile solo attraverso la relazione con gli altri.

Maria E. Bianchi mette in luce aspetti che la quotidianità nasconde. Nella loro scomposizione, le emozioni trovano un ordine espressivo. Uno sguardo che pur senza fare sconti non vuole smarrire il sorriso, alla ricerca della comprensione.

La vita è un viaggio pieno di ostacoli da superare e di insidie da attraversare. Ma se liberiamo il cuore da innumerevoli strati di invisibili veli fatti di certezze, di paure, di pregiudizi, possiamo scoprire che questo viaggio è entusiasmante, stimolante, evolutivo e divertente. Questo libro affronta in modo originale e coinvolgente storia personale e filosofie millenarie accompagnando il lettore un po’ qui e un po’ lì, tra narrativa e saggistica. Consigliato a tutti i curiosi.